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CRONACA
I verbali. Decine di intercettazioni nell'inchiesta napoletana
che ha portato all'emissione di 25 ordinanze di arresti domiciliari
"La discarica è piena di liquido
se sale sarà come un Vajont"
di DARIO DEL PORTO
Marta Di Gennaro
NAPOLI - E' imperniata su decine di intercettazioni telefoniche l'inchiesta della Procura di Napoli sulla gestione dei rifiuti che ha portato martedì all'emissione di 25 ordinanze di arresti domiciliari. Dialoghi riportati nelle oltre 650 pagine firmate dal giudice Rosanna Saraceno e sulla cui interpretazione gli indagati potranno replicare negli interrogatori che inizieranno oggi in Tribunale.
"Il Vajont di percolato".
Maggio 2007, la discarica di Villaricca è diventata "una piscina di percolato". Due dirigenti Fibe (ora ai domiciliari) Angelo Pelliccia e Sergio Asprone, ne parlano al telefono.
Asprone: "Mò cosa succede? se stanotte io vado e ce metto altre 2200-2300 tonnellate, non faccio altro che fare il Vajont, vado sopra e spingo".
Pelliccia: "Certo, quello sale ed esce".
Asprone: "E sparo fuori stà roba. Dato che è previsto pure pioggia, noi ci siamo attivati in tutto e abbiamo fatto tutto il possibile".
In un successivo passaggio della stessa conversazione, i due interlocutori aggiungono:
Asprone: "Oltretutto rischiamo di brutto perché qua la patata è veramente pericolosa e bollente. Vabbò che mo' viene Malvagna (amministratore delegato di Fibe, ndr)"
Pelliccia: "Anche perché quello che dice lui è: ma scusate, allora perché non ci mettiamo del materiale inerte sopra, così almeno la cosa appare visivamente più pulita?".
Asprone: "E ce l'ho, avrei qualcosa come 500 metri cubi di legnetti da biofiltro che sò secchi e assorbono acqua".
Pelliccia: "Ma lui parlava di sabbia, no? Ci metti sabbia, terreno, quello si asciuga, ricopri così, si vede meglio".
"Villaricca è nostra".
Sul rischio tracimazione del percolato verranno intercettate telefonate anche fra altri interlocutori. Il 23 maggio 2007 ne parla Marta Di Gennaro, all'epoca vice di Guido Bertolaso al commissariato per i rifiuti, con il dirigente Michele Greco.
Di Gennaro: "Senti una cosa, vedo un messaggio che mi manda una fotografia di Villaricca che sta tracimando il percolato".
Greco: "Ora lo verifico un attimo".
Di Gennaro: "Vuoi vedere? È veramente impressionante l'immagine, mancano solo pochi centimetri al bordo".
Nel corso del dialogo, Di Gennaro chiede poi a Greco di inviare una relazione sul caso al prefetto Alessandro Pansa.
Di Gennaro: "Lo devi fare per iscritto, Michele, perché Villaricca è nostra.
Greco: "Va bene".
Di Gennaro: "Perché hai capito? Se poi succede qualcosa, eh ma quello era un problema di Bertolaso. No, finché c'era Bertolaso funzionava, ok?"
Greco: "Va bene, la preparo subito".
L'episodio del percolato di Villaricca viene citato dai magistrati fra quelli dai quali emergerebbe una "comune e consolidata vocazione alla gestione dei rifiuti del tutto abusiva e non giustificata dal richiamo a una situazione di emergenza".
Gli schiaffi di Bertolaso.
In molte intercettazioni compare l'amarezza di Bertolaso per gli ostacoli incontrati nell'attività di commissario straordinario. Il 30 maggio 2007 parla con Marta Di Gennaro (ora ai domiciliari) della situazione legata alla discarica di Ariano Irpino.
Di Gennaro: "Stiamo facendo l'ultimo punto della situazione perché quando andiamo lì questi ricominciano i soliti giochini... allora abbiamo trovato lì, abbiamo trovato qui, che avete trovato, che avete fatto, quanto è andato, quanto non è andato. E io sono costretta a relazionare".
Bertolaso: "Tu fai una relazione molto semplice, dici abbiamo portato 17mila tonnellate o quante ne avete portate. Questa sera finisce tutto. Bertolaso l'altro ieri si è preso schiaffi, prima da quelli di Parapoti, poi da quelli di Acerra. Non ha più guance da offrire per queste vicende e quindi alternative non ne abbiamo, abbiamo sondato tutto il territorio, le altre ipotesi non stanno in piedi. Sulla Romania sapete meglio di me come hanno risposto le autorità locali, comunque mi pare che qualcuno non demorda... ma noi stiamo davanti alla finestra, cosa altro c'è da dire".
La bocciatura.
Il giudice Rosanna Saraceno ha accolto in massima parte le tesi dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara. Il giudice ha però ritenuto sufficienti gli arresti domiciliari (la Procura aveva chiesto il carcere) e ha rigettato la richiesta per il reato di associazione per delinquere. Questa contestazione, ha spiegato, è "frutto di ipertrofia accusatoria".
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/rifiuti-10/rifiuti-10/rifiuti-10.html

A Chiaiano continua la protesta degli abitanti, contrari all'edificazione della mega discarica all'interno di una vecchia cava di tufo. Si vuole far passare questa protesta come il solito personalismo di chi non vuole accollarsi un problema, ma non è così. Fare la discarica li, significa inquinare le falde acquifere secondo i geologi, perchè il tufo è igroscopico ed è una pietra viva. Anche gli oncologi sono in allarme per la vicinanza di molti ospedali napoletani alla zona interessata al disastro ambientale di stato. Il nuovo governo, sembra aver messo il bavaglio della censura ai mezzi di comunicazione, quali televisione e giornali. Nessuno ne parla se non superficialmente e a Napoli la spazzatura inonda nuovamente le strade. Sono più di tre giorni che giace in decomposizione. Con i 26° di questi giorni l'olezzo comincia a sostituirsi agli odori delle piante in fiore, classico di questo periodo.
Quello che poi non viene detto e che Chiaiano con Capodimonte, è l'ultimo polmone verde di Napoli, destinato ad essere un parco, date le sue caratteristiche ambientali, con tanto di fondi stanziati. Ma ovviamente i nostri politici hanno deciso di distruggere proprio questo paradiso verde pur di nascondere "la polvere sotto il tappeto", per colpa della loro incapacità. La differenziata non parte, i siti di compostaggio sono fermi, ma nessuno si interroga, i giornali tacciono, le televisioni ignorano, ma perchè? La gente comincia ad essere stanca, si sente presa in giro e la tensione sale, non si può umiliare così un popolo, dopo avergli chiesto i voti, dopo tante promesse che dalle nostre parti non sono mai mantenute
Si sta poi applicando una strategia contro la popolazione, che ricorda il periodo del risorgimento coloniale. Fare pagare a Napoli il disastro della spazzatura in decomposizione per le strade, facendo credere che la colpa è di Chiaiano. Mettono fratello contro fratello, cercando di fare scoppiare una guerra dei poveri o più semplicemente il disinteresse della gente. Questo è sbagliato, il problema è di tutti, il problema sono coloro che l'hanno creato, e che ora ce ne fanno pagare le colpe.
Il mio appello va a tutta quella parte di Napoli ancora sana, ai tanti movimenti politici e culturali che caratterizzano il nostro panorama partenopeo. Non lasciamoli soli, qui si parla del nostro futuro, del futuro dei nostri figli, della nostra capacità contrattuale con uno stato padrone. Vorrei vedere le nostre bandiere sventolare, in una mega manifestazione pacifica, per far capire che il popolo napoletano è unito e compatto e pronto a fare fronte comune, per una pacifica affermazione dei propri diritti, da troppo tempo derisi e vilipesi.
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DOBBIAMO SPAZZARE VIA QUESTA CLASSE POLITICA!!!
PER CAMBIARE LE COSE NON VOTARE!!!
Il 13 e 14 aprile possiamo cambiare le cose!
Il 13 e 14 aprile dobbiamo cambiare le cose!
Potete scaricare qui un documento che riporta le condanne, le prescrizioni ed i processi in corso dei nostri prossimi rappresentanti(alla faccia delle liste pulite!) e quando noti, anche tutti quei fattori che renderebbero inopportuna la candidatura nel resto dei Paesi dell'Unione Europea.
Invece qui potete scaricare un vademecum per l’elettore: tutto quello che non vi hanno detto (o non ricordate) sui principali candidati in lizza per rappresentarci e governare il nostro Paese:
Dobbiamo mandare un segnale fortissimo e inequivocabile a questa classe politica:
NON VOTARE!
Mi dispiace per l'Italia e per tutti coloro che hanno lottato per permetterci di votare, ma, sicuramente, non era questa la democrazia a cui aspiravano! Queste elezioni sono una farsa! Il vero insulto al popolo italiano è quello da parte di questa classe politica che sa solo prenderci in giro. Ci hanno tolto anche l'ultimo barlume di libertà con questa legge, in cui l'elettore non può scegliere il candiato. Chi va a votare non fa altro che partecipare al grande teatrino delle marionette (dove le marionette naturalmente siamo noi). Chi crede che votando può cambiare le cose, secondo me, si illude. Tra l'altro la torta è già spartita, devono solo decidere la grandezze delle fette! Forse non votando non si cambia nulla, ma almeno, non si leggittima lo schifo e lo scempio che hanno compiutio e continuano a compiere quotidianamente.
Fino ad oggi avevo sempre votato, ci credevo ai cambiamenti,credevo alle loro promesse. Ma da oggi non mi farò mai più prendere in giro,tornerò a votare solo quando dimostreranno di voler veramente cambiare le cose con i fatti.Non sono un burattino nelle loro mani e non ballerò allo spettacolo che hanno organizzato. Se vi sentite traditi, se vi sentite dimenticati, se vi sentite arrabbiati, se vi sentite tristi ed amareggiati per gli scempi che compiono:
NON VOTARE!!!
SPAZZIAMO VIA QUESTA CLASSE POLITICA!!!
L'omertà
Spesso si accusano le genti del sud di essere omertose, ma credo che questo termine sia abusato e usato senza cognizione di causa. La parola Omertà deriva da una parola dialettale in uso in tutto sud italia a partire dalla metà del 1800. La parola è Umirtà e deriva a sua volta dal latino Humilitas ovvero Umiltà. Voi vi chiederete che relazione possa avere l'omertà con l'umiltà? Basta andare ad analizzare il significato di questa ultima parola dal punto di vista cattolico religioso, che ne attribuisce una valenza positiva ed una forma di rispetto dovuta al riconoscimento di chi ci è superiore. Passiamo agli esempi, che rendono la cosa più semplice. Supponiamo che lo Stato crei una mega discarica in mezzo alla campagna fertile del casertano, discarica per altro a cielo aperto e senza strutture di contenimento, quindi a contatto con il terreno. Sup poniamo pure che la falda acquifera è a pochi centimetri di profondità, visto che si è scelto un terreno che un tempo era palude, quindi molto ricettivo per eventuali fuoriuscite di percolato tossico. Supponiamo pure che la discarica abbia preso fuco per diversi giorni, emanando diossina e altre sostanze nocive per un areale di diversi chilometri.

Supponiamo che il campo di ortaggi vicino alla discarica, sia leggermente inquinato. Viene spontaneo chiedere che fine faranno questi prodotti? su quale tavola andranno? chi li consumerà? Si suppone che lo Stato faccia dei controlli e che quindi chi coltiva in quel posto non lo faccia per vendere il prodotto, ma solo per il piacere di vedere la campagna tutta verde. Ma rimanendo sempre nell'ambito della mera supposizione, proviamo ad allargare l'orizzonte intorno alla presunta discarica Statale. Supponiamo che oltre ai campi coltivati, ci sia dell'altro come degli allevamenti di animali. Supponiamo che ci siano allevamenti di Bufale, per la produzione di carne e latte destinato ai prodotti caseari.
Si suppone che le esalazioni dovute agli incendi e le infiltrazioni di percolato nel terreno, possano forse colpire direttamente e indirettamente gli animali allevati in queste "fattorie biologiche". Ma la domanda sorge spontanea, ma questi allevamenti producono latte e carne per immetterla sul mercato o solo a scopo ludico? Supponiamo, che la rete di controlli Statali sia efficientissima, dagli Agronomi che fanno il progetto della fattoria, al Comune che concede le autorizzazioni, alle Asl che controllano le norme igieniche, al servizio nazionale Veterinario che salvaguarda la salute degli animali, ai controlli effettuati nei Macelli sulla carne, ai controlli Istituzionali prima dell'immissione dei prodotti nel mercato alimentare, ai controlli della Forestale e del Wwf. Supponiamo che una rete di controlli così intrecciati e fitti non lasci nulla al caso, quindi nulla di nocivo può arrivare sulle nostre tavole. Si suppone che il fenomeno, ove fosse esistente, si limiterebbe a micro realtà composte da uno o due allevamenti e qualche campicello.

E se supponessimo che non sia proprio così? Noi non siamo omertosi, abbiamo solo Umiltà e il senso dello Stato
L'Alitalia, mastodontico pachiderma morente, luogo dove imboscare i figli di, ormai sta per esalare l'ultimo respiro. Lasciando fuori i mielosi discorsi patriottici, sul fatto che sia la compagnia di stato arriviamo al dunque. Un politico, di cui non faccio neanche il nome, paventa la presenza di una cordata di imprenditori che salveranno la compagnia italiana dalle mani del rude popolo di galletti celtici. Tutti si fanno prendere dal giubilo e il titolo Alitalia in borsa recupera il 30% in due giorni. Poi arrivano una ad una le smentite dei vari imprenditori e banche citate e le azioni tornano inesorabilmente a crollare e non si contano le sospensioni al ribasso del titolo. A cui prodest tutto questo? Dietro a questo gesto si nasconde una manovra di tipo elettorale, per attirare l'attenzione? Oppure è solo una mera speculazione finanziaria per togliersi dal portafoglio le azioni di una società in fallimento? Oppure ditemelo voi, sono aperto a qualsiasi spiegazione.
Ormai non si fa che parlare del Tibet, ingiustamente oppresso dalla Cina. Si fanno campagne per boicottare le olimpiadi o i prodotti Cinesi. Da cinico però, non posso esimermi da delle osservazioni: 1)Guarda caso la rivolta in Tibet scoppia proprio ora che gli occhi sono puntati sulla Cina, ma guarda le coincidenze. 2)Come mai ora, tanto trasporto emotivo in Italia per questa vicenda, quando il Tibet è stato occupato militarmente dal 1950 e da allora ne subisce tutto quello che ne consegue? 3)Perchè nessuno dice che nel filmato di cui sopra, quelli che assaltano negozi e persone, sono Tibetani e non Cinesi? 4)Perchè nessuno nota alcuni monaci Buddisti rompere una fermata dell'autobus con dei sassi e lanciare pietre verso il proprio prossimo? Dove è finita la non violenza Buddista di Gandhiana memoria? Io credo che l'Italiano medio preferisca occuparsi degli affari altrui così da poter dire che era distratto per accorgersi dei propri. Tutti parlano male della casta della politica, ma nessuno scende in piazza. Tutti dicono che non andranno a votare, ma sbavano nel guardare le tribune elettorali. Viva la mediocrità.

Magdi Allam, ha sempre giustamente criticato e preso le distanze dal fondamentalismo Islamico, malgrado si professasse Musulmano. Ultimamente però sembrava avverso al mondo Islamico in generale e la cosa suonava stonata. Ma a tutto vi è una spiegazione ed eccoti apparire Magdi Allam, davanti al pastore tedesco, che riceve il battesimo. Del resto aveva studiato dai salesiani, legittimo il cambio di religione, ma l'ostentazone mediatica?
Il presidente bush si appresta a festeggiare la morte di 4000 soldati Americani, morti in Iraq. A lui poco importa di quelle vite, tanto sono per la maggior parte immigrati o persone che vengono dai sub strati poveri della ricca america. Ma perchè continuano a morire? Le armi chimiche non ci sono mai state, Sadam è morto, forse per il petrolio. Zitti non ditelo ad alta voce, altrimenti sembra brutto.